lunedì 10 marzo 2008

Youtube e la guerra...una nuova fonte?!?!?!

!!!!!PANORAMA!!!!!
Tutto ciò proviene da panorama

Soldati Usa sul luogo di un attentato in Iraq
“Una vittima di guerra: Myspace”. Il Washington Post titola così la decisione del Pentagono di impedire ai soldati al fronte di accedere attraverso i computer dell’esercito a 13 siti, su alcuni dei quali è possibile pubblicare e condividere foto, video e testi di ogni genere. La decisione, spiega una nota ufficiale (file pdf), è dovuta a problemi di banda: ci sarebbe un sovraccarico di traffico sulla rete gestita dai militari e questo metterebbe a rischio la sicurezza delle comunicazioni legate alle missioni. L’indicazione è valida solo per i computer dell’esercito, ma diversi osservatori fanno notare come in zona di guerra questo equivalga a dire tutti i computer.

La notizia ha sollevato subito polemiche e sospetti di censura, anche perché arriva poche settimane dopo l’emanazione di un memorandum - che doveva rimanere riservato ma che è stato pubblicato (file pdf) dal sito del mensile Wired - che consente ai soldati al fronte di pubblicare sui blog e inviare email solo “dietro autorizzazione dei loro superiori”. La nota, che prevede sanzioni amministrative, disciplinari e anche penali, ha sollevato rumorose polemiche in rete e sui giornali.

I siti di social network come Youtube e Myspace sono utilizzati dai soldati e dai loro parenti per tenersi in contatto, scambiare foto e brevi filmati, scrivere e ricevere email. Per questi motivi, è facile immagine i malumori che la decisione del Pentagono sta sollevando . Questi stessi siti sono spesso utilizzati dai soldati al fronte anche per raccontare la loro quotidianità, il loro modo di vivere la guerra. Spesso fuori da ogni retorica, quasi sempre fuori da ogni controllo preventivo. Un grosso problema, come facilmente intuibile, per l’esercito, che ha deciso qualche settimana fa di aprire un proprio canale su Youtube dove pubblicare i video ufficiali girati nelle zone di guerra (leggi anche Iraqi freedom, il Pentagono sceglie Youtube). Sui blog dei militari in guerra (i milblogs, come vengono chiamati), d’altra parte, si leggono spesso testimonianze a sostegno delle scelte governative. La polemica sul memo datato 19 aprile che impone pesanti limitazioni nell’uso dei blog - e che riguarda anche i civili americani e i contractors impegnati nelle zone di guerra - prosegue dunque con la nuova direttiva relativa a Yotube e Myspace. D’altra parte, “un soldato che scrive su un blog per il mondo intero li rende estremamente nervosi. Questa è stata la prima guerra di cui Internet è stata parte integrante, e questo li innervosiva” ha detto a proposito dei suoi superiori Colby Buzzell, il soldato Usa autore di un noto blog diventato libro (My War) che ha vinto il premio Blooker e 10 mila dollari.

Nessun commento: